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Fermo impianto del fotovoltaico in Conto Energia: come segnalarlo al GSE passo per passo

30 Settembre 2026
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Nel nostro precedente approfondimento sul fermo impianto abbiamo visto che, per chi ha un impianto fotovoltaico incentivato con il Conto Energia, un fermo prolungato può diventare anche un adempimento nei confronti del GSE.

Ma come si fa concretamente a comunicare che l'impianto è fermo? Quali informazioni bisogna inserire? E cosa succede agli incentivi dopo la segnalazione?

La procedura non è particolarmente complessa, ma prima di iniziare è importante capire in quale situazione si trova il proprio impianto. La durata del fermo, la potenza e l'eventuale intervento tecnico effettuato possono infatti modificare gli obblighi di comunicazione.

Vediamo quindi cosa fare, passo per passo.

Prima di tutto: devi davvero segnalare il fermo?

Non ogni fermo impianto richiede una segnalazione al GSE. Prima di procedere è utile avere chiare tre informazioni: potenza dell'impianto, durata del fermo e tipo di intervento eventualmente effettuato.

La guida ufficiale GSE sul fermo impianto stabilisce che la soglia generale è 30 giorni di inattività: se l'impianto rimane fermo per più di 30 giorni, la segnalazione è necessaria.

Esistono però casistiche con soglie diverse, che dipendono dalla potenza dell'impianto e dal tipo di intervento effettuato. Per esempio, per impianti superiori a 3 kW fermi a causa di un intervento classificato come non significativo, la soglia scende a 15 giorni. Per gli impianti fino a 3 kW sono invece previste alcune semplificazioni.

Prima di procedere, è quindi sempre opportuno verificare la propria casistica consultando le FAQ GSE o rivolgendosi direttamente all'Assistenza Clienti del GSE.

Come si comunica il fermo impianto al GSE?

Quando la segnalazione è necessaria, la procedura passa dal Portale di Assistenza Clienti GSE.

Il percorso indicato dal GSE nella guida ufficiale è questo:

  1. clicca su "Richiedi supporto"
  2. seleziona il servizio "Conto Energia"
  3. scegli l'argomento "Interventi tecnici"
  4. inserisci nell'oggetto della segnalazione il testo esatto "Fermo Impianto e riattivazione"
  5. indica nell'apposito campo il numero della pratica relativa all'impianto
  6. descrivi il fermo inserendo le informazioni richieste nella descrizione

Quali informazioni bisogna inserire?

La descrizione deve permettere al GSE di ricostruire con chiarezza quello che è successo all'impianto.

In particolare, vanno indicate:

  • data di sospensione della produzione
  • data di riattivazione, se l'impianto è già tornato operativo (altrimenti andrà comunicata in un secondo momento)
  • tipo di intervento effettuato (significativo o non significativo)
  • causa del fermo
  • tipologia di fermo: totale (impianto completamente inattivo) o parziale (solo una parte non produce)

Se il fermo è parziale, bisogna indicare anche la potenza residua rimasta in esercizio.

Facciamo un esempio. Se un impianto da 6 kW ha un problema che mette fuori servizio metà dell'impianto, nella segnalazione non basta indicare che il fermo è "parziale": è necessario specificare anche la potenza che continua a funzionare, in questo caso 3 kW.

E se non so ancora quando l'impianto ripartirà?

Può succedere facilmente: un inverter deve essere sostituito, un componente non è immediatamente disponibile oppure sono necessari ulteriori controlli prima di poter riattivare l'impianto.

In questo caso non è necessario attendere di conoscere la data di riattivazione per inviare la segnalazione. Quando l'impianto tornerà operativo sarà però importante comunicare la riattivazione.  

Cosa succede agli incentivi dopo la segnalazione?

Il GSE chiarisce che, nelle casistiche di fermo che richiedono la segnalazione, il calcolo delle rate di acconto degli incentivi e l'erogazione dei relativi pagamenti rimangono sospesi fino alla comunicazione della riattivazione dell'impianto.

Ecco perché comunicare la riattivazione è importante quanto comunicare il fermo: permette al GSE di sapere che l'impianto è tornato in esercizio e di riprendere la gestione degli acconti e dei pagamenti.

Questo però non significa che il periodo in cui l'impianto è rimasto fermo venga automaticamente recuperato alla fine del Conto Energia. Sono due questioni distinte, come vedremo alla fine dell'articolo. 

Cosa succede se durante il fermo ho sostituito un componente?

In questi casi, bisogna fare particolare attenzione a non confondere due adempimenti diversi.

La segnalazione del fermo descrive il periodo in cui l'impianto non ha prodotto. La comunicazione dell'intervento tecnico riguarda invece ciò che è stato modificato sull'impianto. Una comunicazione non sostituisce automaticamente l'altra.

Il GSE distingue gli interventi tecnici in significativi e non significativi. Come abbiamo spiegato nel primo articolo della serie, rientrano tra i significativi il revamping dei moduli, lo spostamento dell'impianto, l'installazione di sistemi di accumulo e alcune variazioni della configurazione; la normale sostituzione dell'inverter è invece generalmente non significativa, salvo eccezioni legate al Quinto Conto Energia. Gli interventi significativi richiedono una specifica comunicazione tramite il SIAD (Sistema Informativo per l'Acquisizione Dati), accessibile dall'Area Clienti GSE — in aggiunta e separatamente rispetto alla segnalazione del fermo.

Per un approfondimento sulle casistiche consulta la FAQ GSE sugli interventi significativi e quella sugli interventi non significativi. Se vuoi sapere come funziona il SIAD, invece, trovi qui il Manuale Utente aggiornato. 

Quali documenti conviene conservare?

Anche quando per la semplice segnalazione del fermo non è richiesta una particolare documentazione tecnica, è una buona abitudine conservare tutto ciò che permette di ricostruire quello che è successo.

Possono essere utili le comunicazioni dell'installatore, le date di apertura e chiusura dell'intervento, le fatture, le fotografie, le schede tecniche dei componenti sostituiti e i dati che mostrano quando la produzione si è interrotta e quando è ripresa.

La documentazione diventa ancora più importante se durante il fermo è stato effettuato un intervento significativo oppure se si ritiene che possano esserci le condizioni per richiedere l'estensione del periodo incentivante.

Il GSE ricorda inoltre che il Soggetto Responsabile è tenuto a conservare la documentazione relativa agli interventi realizzati ai fini di eventuali controlli, come indicato nelle Procedure per gli interventi di manutenzione e ammodernamento tecnologico degli impianti in Conto Energia.

Cosa controllare quando l'impianto torna a produrre?

Una volta risolto il problema tecnico, verifica innanzitutto che l'impianto sia effettivamente tornato a produrre e annota la data della riattivazione.

Se avevi già comunicato il fermo senza poter indicare una data di ripartenza, dovrai informare il GSE dell'avvenuta riattivazione seguendo lo stesso percorso sul portale di Assistenza Clienti.

Se durante il fermo sono stati realizzati interventi sull'impianto, verifica inoltre se è necessario effettuare anche la relativa comunicazione tecnica tramite SIAD, e conserva tutta la documentazione dei lavori.

In questo modo il periodo di inattività, la ripresa della produzione e le eventuali modifiche apportate all'impianto rimangono correttamente documentati e ricostruibili in caso di eventuali verifiche.

Segnalare il fermo significa recuperare automaticamente i giorni persi?

Purtroppo, no. Come abbiamo già chiarito nel primo articolo della serie, la comunicazione del fermo non equivale a una richiesta di estensione del periodo incentivante.

La proroga è ammessa dal GSE soltanto in determinate circostanze e segue una procedura specifica. 

Vediamo insieme le tre casistiche specifiche.

1. Problematiche connesse alla sicurezza della rete elettrica. Se il fermo totale è stato disposto dal Gestore di Rete per motivi legati alla sicurezza della rete, è possibile richiedere la proroga per il periodo documentato di inattività.

2. Eventi calamitosi riconosciuti dalle autorità competenti. Se il fermo è conseguenza di un evento calamitoso riconosciuto formalmente dalle autorità competenti, è possibile richiedere la proroga per il periodo di inattività dimostrabilmente collegato all'evento.

3. Revamping rilevante dei moduli fotovoltaici. Se l'impianto ha subito una sostituzione dei moduli che interessa almeno il 50% della potenza nominale, in un unico evento, e ha comportato un fermo totale di almeno 30 giorni consecutivi, è possibile richiedere la proroga. Questa possibilità è riservata agli interventi realizzati a partire dal 1° settembre 2024. Il periodo di proroga complessivo concedibile per revamping non può in ogni caso superare 365 giorni durante tutta la durata della convenzione.

Attenzione: questa possibilità non è prevista per gli impianti incentivati con il I e il II Conto Energia.

In tutti gli altri casi — guasto all'inverter, attesa di un ricambio, pratiche assicuratiive in corso, manutenzione ordinaria — il fermo non dà diritto all'estensione.

Come si richiede l'estensione?

Anche in questo caso, la procedura varia a seconda della casistica.

Se il fermo è collegato a un intervento significativo sull'impianto (come nel caso del revamping rilevante), la richiesta di proroga deve essere inviata contestualmente alla comunicazione SIAD dell'intervento, entro 60 giorni dalla data di realizzazione dello stesso. Il modulo da compilare è il questionario GEI-FTV, disponibile nell'applicativo SIAD accessibile dall'Area Clienti GSE.

Se il fermo non è collegato a un intervento significativo (per esempio, una fermata disposta esclusivamente per problematiche di sicurezza della rete), la richiesta deve essere inviata al GSE tramite Posta Elettronica Certificata all'indirizzo info@pec.gse.it, indicando nell'oggetto: "Impianto FTV n. [numero pratica] – Istanza di proroga periodo incentivazione impianto fotovoltaico incentivato in Conto Energia".

In entrambi i casi, l'istanza deve essere redatta come Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi del DPR 445/2000, sottoscritta dal Soggetto Responsabile, e deve essere accompagnata da:

  • gli atti dell'autorità competente relativi all'evento (per esempio la comunicazione del Gestore di Rete o il provvedimento che riconosce l'evento calamitoso)
  • una relazione tecnica a firma di un tecnico abilitato che dimostri il nesso causale tra l'evento e il periodo di fermo totale dell'impianto
  • l'ulteriore documentazione ritenuta utile

Il periodo di estensione eventualmente riconosciuto è pari al numero di giorni in cui l'impianto non ha prodotto a causa dell'evento documentato.

Per approfondire, consulta la FAQ GSE dedicata all'estensione del periodo incentivante per fermo impianto.

Quali sono gli errori da evitare in caso di fermo impianto?

La situazione del fermo impianto, come abbiamo visto in questi articoli è complessa, per cui possono effettivamente verificarsi degli errori.

Il primo è pensare che ogni fermo segua automaticamente la regola dei 30 giorni. Come abbiamo visto, durata, potenza dell'impianto e tipo di intervento vanno considerati insieme per capire se e quando è necessario segnalare.

Il secondo è comunicare il fermo e poi dimenticare la riattivazione. È un passaggio particolarmente importante perché il GSE collega proprio alla comunicazione della ripartenza dell'impianto la ripresa del calcolo degli acconti e dei pagamenti.

Il terzo è pensare che la segnalazione del fermo sia sufficiente anche quando sono stati sostituiti moduli fotovoltaici o realizzati altri interventi significativi. In quel caso bisogna verificare anche gli specifici obblighi di comunicazione dell'intervento tramite SIAD.

Infine, è bene non confondere la segnalazione del fermo con la richiesta di proroga degli incentivi: sapere che l'impianto è rimasto fermo non significa automaticamente che quei giorni verranno aggiunti alla durata del Conto Energia.

Come sempre, il consiglio è quello di conoscere il proprio impianto e le regole da seguire in base al proprio caso!

 

 

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