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Riforma delle tariffe elettriche: quali le conseguenze per il fotovoltaico?
12 Dicembre 2019
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La riforma della tariffa per l’energia elettrica è un provvedimento emanato dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) con l’obiettivo di superare la vecchia struttura tariffaria dell’energia elettrica.
Ma perché questo provvedimento si è reso necessario? Quali sono le conseguenze della riforma delle tariffe elettriche per chi è proprietario di un impianto fotovoltaico?

In questo articolo rispondiamo a questi quesiti.

Il contesto

La riforma è stata attuata in seguito all’emanazione del D.Lgs 102/2014 che ha recepito in Italia la Direttiva Europea 2012/27/UE sull'efficienza energetica.

Il Governo con tale provvedimento chiede all’Autorità di:

“...adeguare le componenti della tariffa elettrica da essa stessa definite, con l'obiettivo di superare la struttura progressiva rispetto ai consumi e adeguare le predette componenti ai costi del relativo servizio, secondo criteri di gradualità. 
L'adeguamento della struttura tariffaria deve essere tale da stimolare comportamenti virtuosi da parte dei cittadini, favorire il conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica e non determina impatti sulle categorie di utenti con struttura tariffaria non progressiva.

In Italia infatti fino al 2015 la tariffa elettrica era progressiva: cioè con un costo unitario del kWh che cresceva per scaglioni all'aumentare dei prelievi. 
Ovvero un consumo annuo pari a 1800 kWh comportava un prezzo basso per ogni kWh acquistato, un consumo pari a 2200 kWh comportava per i 400 kWh oltre la soglia dei primi 1800 un prezzo unitario maggiore, e così via “per scaglioni” di consumo.

Questo meccanismo era stato introdotto circa quarant'anni fa a seguito degli shock petroliferi degli anni '70 e aveva l’obiettivo di spingere i cittadini a contenere i propri consumi.

I costi per alcune componenti della tariffa quali servizi di rete (spese per trasmissione, distribuzione, misura) e oneri generali crescevano al crescere dei consumi.
Questo meccanismo riservava di fatto agli utenti con consumi inferiori a 2.700 kWh annui una tariffa sotto costo e a tutti gli altri una tariffa con sovraccosti.

La riforma dell’ARERA

L’ARERA riforma la vecchia struttura progressiva della tariffa prevedendone un superamento graduale nel tempo grazie al seguente programma:

  • Dal 1 Gennaio 2016: riduzione della progressività dei corrispettivi tariffari a copertura dei costi di trasmissione, distribuzione e misura (DTM);
  • Dal 1 Gennaio 2017: superamento totale della progressività dei corrispettivi tariffari a copertura dei costi di trasmissione, distribuzione e misura (DTM);
  • Dal 1 Gennaio 2017: riduzione della progressività dei corrispettivi tariffari a copertura degli oneri generali di sistema;
  • Dal 1 Gennaio 2018: superamento totale della progressività dei corrispettivi tariffari a copertura degli oneri generali di sistema;

In seguito l’Autorità decide di rimandare il completamento della riforma in un primo momento al 1 Gennaio 2019 e successivamente al 1 Gennaio 2020 per evitare che l’impatto della stessa si sommasse agli effetti di altri provvedimenti causando un eccessivo aggravio di costi per i consumatori.

Gli effetti della riforma

L'Autorità decide di superare la progressività della tariffa dell’energia elettrica spostando una parte rilevante dei costi di rete e degli oneri generali dalla quota variabile energia alle componenti fisse della bolletta.
In pratica tutti i costi del sistema elettrico si continuano a pagare, ma diventano in gran parte costi fissi della bolletta ed in misura inferiore sono coperti in proporzione all’energia effettivamente consumata.

L’effetto per chi ha un impianto fotovoltaico in Scambio sul Posto è negativo: poiché il contributo di scambio rimborsa proprio le componenti variabili della tariffa, ed avendo queste valore inferiore rispetto al passato, l’effetto è la riduzione del contributo di Scambio sul  Posto ricevuto.
Di contro i costi del sistema elettrico continuano ad essere pagati, ma come costi fissi della bolletta.

Per ulteriori approfondimenti suggeriamo questo articolo.

Cosa si sarebbe potuto fare invece?

Ricordiamo che il decreto legislativo 102 ci dice che “L'adeguamento della struttura tariffaria deve essere tale da stimolare comportamenti virtuosi da parte dei cittadini, favorire il conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica”.
L’installazione del fotovoltaico è un comportamento virtuoso perché consente un minor consumo di energia primaria da fonti fossili e una conseguente riduzione di emissioni di CO2, ma la riforma così come implementata dall’Autorità lo rende meno vantaggioso.
La riforma non stimola quindi comportamenti virtuosi, ma li ostacola.

Un altro esempio: la riduzione del costo variabile del kWh di energia elettrica rende meno dispendioso il consumo generato da elettrodomestici di bassa efficienza quindi di fatto il consumatore è meno incentivato a sostituirli.

Il superamento della progressività si sarebbe potuto ottenere con una riforma diversa e fondata sui seguenti cardini:

  • Favorire l’installazione di impianti di produzione da fonti energetiche rinnovabili (es. fotovoltaico), di tecnologie che possono ridurre i costi del sistema elettrico (es. accumuli elettrici) e favorire l’autoconsumo con una conseguente riduzione degli oneri di rete;
  • Prevedere tariffe agevolate per coloro che investono in tecnologie ad alta efficienza in sostituzione delle vecchie tecnologie (es. simil tariffa Td per le pompe di calore) per chi investe quindi nell’elettrificazione dei propri consumi, ma in un’ottica di efficienza;
  • Prevedere un meccanismo di sussidio per le fasce sociali esistenti (questo strumento esiste già e lo si potrebbe potenziare).

 

Alcune considerazioni

Gli oneri generali hanno una natura parafiscale e per questo dovrebbero essere “spostati” nella fiscalità generale e non essere pagati nella bolletta elettrica.
In ogni caso tali oneri sono ora allocati secondo criteri non chiari ed insistono maggiormente rispetto al passato su chi consuma poco.
I costi del sistema elettrico dovrebbero essere effettivamente “reflective” cioè proporzionali all’uso che si fà della rete e all’utilizzo dei servizi associati: bisognerebbe premiare chi aiuta la rete e accelerare l’emanazione delle normative per consentire alla generazione distribuita di contribuire all’efficienza e alla sicurezza del sistema elettrico.

Una riforma che attua una riduzione della quota di costo variabile della tariffa elettrica per tutti i consumatori (aumentando la quota fissa), indistintamente dagli eventuali comportamenti virtuosi adottati e dall’utilizzo effettivo della rete, non ci sembra in linea con gli obiettivi di efficienza, di riduzione delle emissioni e con quanto espressamente richiesto dal D.lgs102 e dalla Direttiva 2012/27/UE.

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