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Lo Scambio sul Posto è diminuito?

12 Dicembre 2019
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È vero che il valore del contributo dello Scambio sul Posto sta diminuendo? Cosa è accaduto in questi anni? Cosa aspettarsi per il 2020?

In molti hanno mostrato perplessità sul valore del contributo dello Scambio sul Posto, dopo aver ricevuto importi sempre più bassi con il trascorrere degli anni. C’è chi ha contattato la nostra assistenza, chi ha acceso un dibattito sulla questione nel forum o sui Social Network.

Vogliamo analizzare e fare chiarezza sulle cause e i fattori legati a questo evidente cambiamento nel tempo, offrendo così uno spunto di riflessione a tutti.

In questo articolo portiamo all’attenzione alcuni casi reali di impianti fotovoltaici in Scambio sul Posto, e facciamo delle proiezioni concrete per capire cosa accadrà nei prossimi anni.

Abbiamo preso in considerazione tre impianti fotovoltaici domestici con potenza differente e in parti d’Italia diverse: il primo da 3kW installato a Varese, il secondo da 6 kW installato a Lucca e il terzo da 4,5 kW installato a Bari. Sono le taglie di Fotovoltaico più comuni localizzate al Nord, Centro e Sud Italia che permettono un’analisi ed una proiezione quanto più veritiera ed affidabile possibile.
Tutti e tre gli impianti presentano prelievi ed immissioni di energia elettrica molto stabili: questo aspetto è importante per poter valutare in modo adeguato le variazioni del contributo di scambio negli anni.

 

IMPIANTO ENERGIA SCAMBIATA PRELIEVO TIPICO ANNUALE IMMISSIONE TIPICA ANNUALE
Varese 3 kW 1800 kWh 3800 kWh 1800 kWh
Lucca 6 kW 3000 kWh 3000 kWh 5300 kWh
Bari 4,5 kW 2400 kWh 2400 kWh 3200 kWh

Tab. 1: scambio, prelievi e immissioni per gli impianti presi in esempio

 

Vediamo subito i risultati e spieghiamo a cosa sono dovute le variazioni:

IMPIANTO CONTRIBUTO SCAMBIO SUL POSTO MEDIO
ANNI 2012-2015
CONTRIBUTO SCAMBIO SUL POSTO
ANNO 2016
CONTRIBUTO SCAMBIO SUL POSTO
ANNO 2017
CONTRIBUTO SCAMBIO SUL POSTO
ANNO 2018
Varese 3 kW 0,22€ 0,191€ 0,137€ 0,149€
Lucca 6 kW 0,19€ 0,174€ 0,113€ 0,119€
Bari 4,5 kW 0,145€ 0,119€ 0,108€ 0,111€

Tab. 2: valore economico del contributo di scambio espresso in €/kWh per gli impianti dell’esempio

È evidente che il contributo di Scambio sul Posto ricevuto è effettivamente diminuito in tutti i casi esaminati.
Nel dettaglio: Varese ha riportato una diminuzione del contributo di Scambio sul Posto di circa 7,1 centesimi di Euro per ogni kWh di energia scambiato, mentre su Bari si riscontra una diminuzione di 3,4 centesimi.
Ciò vuol dire che il proprietario dell’impianto di Varese nel 2018 ha percepito 7 centesimi in meno rispetto a quanto percepiva nel 2015 per ogni kWh scambiato con la rete. In pratica in valori annuali ha ricevuto 128 Euro in meno.

Per capire come mai il contributo di scambio per gli impianti di Bari e Varese si discosta cosi rimandiamo a quest’articolo di approfondimento su come si calcola lo Scambio sul Posto.
Considerando inoltre che il contributo di Scambio rimborsa anche la cosiddetta “materia energia”, e che quest’ultima dal 2016 è sempre aumentata, possiamo dire che questo cambiamento in negativo del contributo è in realtà anche più ingente rispetto ai valori che possiamo ottenere con un semplice confronto tra importo ricevuto negli anni precedenti il 2016 e l’ultimo anno (2018).

Il calcolo rigoroso, analitico e corretto evidenzia, tra il 2015 e il 2018, una riduzione che va da 1,7 centesimi di Euro (per utenze con prelievi annuali inferiori a 1800 kWh) fino a 14,36 centesimi di Euro (per utenze con prelievi annuali superiori a 4440 kWh) per ogni kWh scambiato.

Dal momento che il valore del contributo unitario di Scambio sul Posto (espresso in c€ per kWh), dipende da quanta energia viene prelevata ogni anno e dalla quantità scambiata, anche la riduzione del valore del contributo di scambio non è fissa per tutte le utenze, ma dipende dal proprio profilo di prelievo e di scambio.
Per valutare la propria situazione si tenga conto che il valore dello Scambio sul Posto si è ridotto maggiormente per le utenze che prelevano di più: per esempio per l’utenza di Varese che preleva 3800 kWh all’anno la riduzione è più evidente rispetto all’utenza di Bari che preleva 2400 kWh.
 

Come mai il contributo di scambio sta diminuendo?

È l’effetto della riforma delle tariffe dell’energia elettrica sviluppata dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente).
Semplificando il più possibile, si può affermare che la riforma riduce la quota variabile, pagata proporzionalmente ai consumi, ed aumenta la quota fissa, pagata indipendentemente dai consumi, per alcune componenti della tariffa elettrica (es. servizi di rete e oneri generali).
Poiché il contributo di scambio rimborsa proprio le componenti variabili, e avendo queste valore inferiore rispetto al passato, l’effetto è la riduzione del contributo di Scambio sul Posto ricevuto e di cui abbiamo dato evidenza sopra.
 

Come cambierà il contributo di Scambio nel 2020?

Sul conguaglio del 2019 (pagato in Giugno 2020) non ci aspettiamo valori troppo diversi da quelli dell’anno precedente.
Purtroppo ci si aspetta invece una riduzione ulteriore per la produzione 2020 (conguaglio SSP 2021) poiché l’ultima fase di implementazione della riforma delle tariffe dell’energia elettrica inizierà il 1° Gennaio 2020.
Conclusa quest’ultima fase ci attendiamo che il contributo di Scambio sul Posto unitario si attesterà su circa 11 centesimi di euro per kWh per tutte le fasce di consumo, di cui: circa 5,5 c€ per la quota energia (valori 2019) e 5,5 c€ per il rimborso delle componenti reti e oneri generali. 
Una bella riduzione se si pensa che, prima della riforma delle tariffe, nella maggior parte dei casi il valore si aggirava attorno a 18 e a 24 centesimi di Euro per kWh.
 

Alcune considerazioni

La riduzione dello Scambio sul Posto NON è responsabilità del GSE il quale applica ciò che è stato deciso dall’ARERA.
L’ ARERA ed i Governi che tra il 2013 al 2018 (Governi Letta, Renzi e Gentiloni) hanno pianificato ed implementato la riforma, hanno invece la responsabilità politica delle modalità con cui è stata concretamente attuata e che ha portato ad una penalizzazione di alcune fasce sociali tra cui i Prosumer.
 

Quali potevano essere le alternative?

Le alternative potrebbero essere tante: per ulteriori approfondimenti sulla riforma delle tariffe elettriche, sulle possibili alternative e sulle conseguenze per chi ha un impianto fotovoltaico rimandiamo ad una importante riflessione fatta in quest’articolo.
In questa sede però preferiamo guardare anche oltre, pensare a strumenti più evoluti e che ci consentano una volta per tutte di superare il farraginoso meccanismo dello Scambio sul Posto.
L’ARERA sta infatti lavorando su normative per inquadrare nuove modalità che consentano ai Prosumer di decidere in prima persona come utilizzare l’energia elettrica che producono e che immettono in rete: si intende consentire la partecipazione diretta, anche in forma aggregata, ai servizi di sistema (innovazione del servizio di dispacciamento), e allo scambio di energia tra privati (peer to peer).
Sono servizi che da un lato risultano remunerativi per i Prosumer e dall’altro aiutano a ridurre i costi del sistema elettrico con un conseguente beneficio per tutta la collettività (approfondiremo questo argomento nei prossimi mesi).

Dal nostro canto ci auguriamo misure più immediate e consigliamo una ridefinizione della riforma delle tariffe dell’energia che non sia così penalizzante per i proprietari di fotovoltaico (vogliamo promuovere si o no le energie alternative?) e l’introduzione, nel più breve tempo possibile, di strumenti normativi concreti che consentano la nascita di servizi evoluti in un’ottica di efficienza del sistema elettrico.

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