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Remote, il progetto italiano sull’accumulo elettrico per le comunità più isolate

30 Giugno 2020
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Si chiama Remote (Remote area Energy supply with Multiple Options for integrated hydrogen-based Technologies) e ha vinto qualche giorno fa il premio come miglior progetto sostenibile alla settimana europea delle energie rinnovabili “ European Sustainable Energy Week (EUSEW) 2020” . 

Cosa è il progetto Remote?

Il progetto, nell’ambito del programma Horizon 2020, è stato avviato dal Policlinico di Torino nel 2018 e ha l’obiettivo di sviluppare soluzioni di stoccaggio energetico per comunità isolate (off-grid).

La missione è dunque quella di dare la possibilità alle comunità in difficoltà geografica di sfruttare adeguatamente le energie alternative, come energia solare, eolica e idrica mediante una tecnologia di accumulo elettrico capace di gestire diverse fonti rinnovabili.

Cosa rende vincente il progetto Remote? 

Remote è particolarmente importante perché sviluppa un sistema ibrido per l’accumulo di energia da fonti rinnovabili (solare, eolica, biomassa e idrica) basato sull’integrazione di batterie elettrochimiche (Li-ione) e accumulo chimico (idrogeno).

Questo nuovo sistema di stoccaggio è in grado di garantire alle popolazioni più recondite l’approvvigionamento di energia elettrica anche nei momenti in cui non è possibile produrla (ad esempio la sera ).

Si parte con l’installazione dei sistemi di accumulo ibridi in comunità remote come Ginostra vicino Stromboli, Ambornetti sulle Alpi in Italia, Agkistro in Grecia e Rye in Norvegia.

Chi può trarne beneficio? 
Considerando che in tutto il mondo ci sono circa 10.000 isole popolate e circa 750 milioni di abitanti, il progetto può portare un beneficio rilevante sia economico che sociale.

Si consideri per esempio che la popolazione delle isole più remote produce l’energia elettrica di cui necessita grazie a generatori diesel, spendendo gran parte del PIL per l’importazione del combustibile.
I risultati del progetto potrebbero portare ad una maggiore disponibilità di energia elettrica da fonti rinnovabili e contribuire alla riduzione di emissioni di CO2.

L’idrogeno è un vettore energetico che può essere utilizzato in alternativa all’accumulo elettrico-chimico e su cui sono stati già avviati numerosi progetti di ricerca e applicazioni reali.
Tuttavia il suo impiego è ancora limitato per diverse ragioni tra cui citiamo i costi della tecnologia e le difficoltà legate alla creazione di una filiera completa che vada dall’approvvigionamento all’utilizzo finale.

In attesa che l’Europa crei la filiera integrata dell’idrogeno così come avvenuto per l’accumulo elettrico, progetti di sviluppo come Remote, che includono entrambe le tecnologie e hanno una forte componente applicativa e sperimentale, stimolano l'offerta di mercato creando un effetto sinergico.

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