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ENERGIE POSITIVE
Cina e Rinnovabili. La macchina riparte con progetti in grande
10 Aprile 2020
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La preoccupante emergenza sanitaria data dalla diffusione del Covid-19, che ha colpito tutti i Paesi del mondo nelle ultime settimane, si trascina dietro anche una grave crisi economica che sta influenzando inevitabilmente il settore delle rinnovabili.

Una grande potenza economica come la Cina, che per prima ha subìto le conseguenze della crisi sanitaria, ha però mostrato l’ambizione di ripartire in grande e di puntare, ancora una volta e nonostante tutto, su progetti legati alle energie pulite.

La GCL System Integration Technology, in particolare, ha lanciato un interessante progetto sullo sviluppo di energie alternative, partito a ridosso della crisi e con la missione di promuovere uno sviluppo più solido e sostenibile.

Chi è GCL System Integration Technology?
GCL System Integration Technology, è una grande industria di pannelli solari situata in Cina, che sta mostrando l’ambizione di contribuire alla rinascita economica e favorire la diffusione in larga scala delle energie alternative.

Vediamo nello specifico la proposta di GCL System Integration Technology.

Un piano da 60 GW per combattere la crisi economica

L’impresa ha da poco lanciato l’iniziativa, annunciando che realizzerà la più grande fabbrica di moduli fotovoltaici al mondo.
La fabbrica di pannelli solari, verrà realizzata nella provincia orientale di Hefei e quando lavorerà a pieno regime, sarà in grado di produrre moduli fotovoltaici per un totale di 60 GW l’anno.

Ci sono aziende, circa una decina, collocate per esempio in Cina, USA e Giappone, che in totale sono già responsabili di circa il 44% della produzione mondiale di pannelli fotovoltaici.
È evidente che GCL, con il suo piano, intende superare il record e diventare leader della produzione in breve tempo.
Il progetto “in fieri” potrebbe arrivare a soddisfare il 50% della richiesta totale di energia solare del mondo.

Un ambizioso modello industriale che sostiene la ripartenza in piena regola e che promuove, a conti fatti, la diffusione delle energie rinnovabili in tutto il globo. 

Le date di inaugurazione della fabbrica non sono ancora state rese pubbliche: per avviare questo considerevole piano di produzione, infatti, ci vorrà del tempo.
GCL ha, però, dichiarato l’investimento economico per la realizzazione: verranno spesi nel complesso 18 miliardi di Yuan (circa 2,54 miliardi di Dollari), di cui 5 miliardi di Yuan nella prima fase del progetto che serviranno a produrre inizialmente 15 GW.
Il progetto prevede 3 fasi successive e lo sviluppo delle stesse verrà dettato dall’andamento delle vendite. 

La crisi finanziaria dovuta al Covid-19 sta mettendo a dura prova tutti i paesi del mondo, la Cina, però, si trova ancora una volta in prima linea per la ripartenza economica.
Perché quello delle rinnovabili è il settore su cui puntare per una economia stabile, resiliente e innovativa

Nonostante la crisi finanziaria abbia influenzato il valore delle azioni del solare, le compagnie non hanno smesso di fare investimenti.
Il supporto da parte degli azionisti di GCL, che poteva essere ormai allentato, non ha subìto variazioni, piuttosto è stato rafforzato nella previsione che, quando l’emergenza sarà cessata, si potrà ripartire a pieno regime. 

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